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mercoledì 13 luglio 2011

Bublanina di mirtilli

bublanina di mirtilli

Lo so... non sarebbe aria da accendere il forno con questa cappa d'afa che pesa sulla città. Perfino le cornacchie gracchiano stanche, sul tetto di fronte alla mia lillipuziana scrivania da bistrot.

Ma non ho saputo resistere al mio ultimo (e assolutamente non definitivo) innamoramento d'estate: i mirtilli surgelati. Mi perdonerete se vi paio un po' noiosa, magari vi aspettavate qualcosa di più osé... vi capisco. Ma io sono una che della normalità ha fatto la sua trasgressione: e ultimamente sono i mirtilli surgelati a darmi i brividi.

Intanto perché sono... "surgelati", ed è un piacere prenderli a piccole manciate dal sacchetto, guardarli solo un istante mentre la brina che li avvolge si scioglie, e mangiarseli così... nient'altro che piccole caramelle violette diventate di ghiaccio.

Poi perché hanno un colore meraviglioso: e bisogna riconoscere che non è da tutti avere una bella cera dopo una permanenza al chiuso in un bustone di plastica a qualche grado sotto zero. Certo, freschi sono un'altra cosa, con quella patina di blu opaco che li rende tanto scicchettosi. Ma provate voi a comprarne un chilo dal fruttivendolo, e se ne trovate uno a prezzi ragionevoli passatemi l'indirizzo: perché il mio me li vende, i mirtilli freschi, ma a cifre da mutuo.

Così mi sono rassegnata ad andarmeli a cercare al negozio di surgelati più vicino. Ed è stata la mia prima volta: in un negozio di cibi ibernati, voglio dire...

Non ci crederete: persino io, militante indefessa del partito-del-tutto-fresco, mi sono divertita. Ho visto cose che non mangerei mai, ma mi sono addirittura comprata una borsetta termica per trasportare i miei mirtilli fino a casa. Perciò ho salutato la commessa con un certo trasporto e un sincero arrivederci: dovrò pur ammortizzare un euro e cinquanta di investimento...

I mirtilli sono finiti in una crostata, e subito dopo in questa bublanina. Non è uno scioglilingua: è un dolce ceco, che si fa di solito con le ciliegie ma che nessuno vieta di preparare con dei mirtilli surgelati (soprattutto se trasportati in una elegantissima borsettina con chiusura a scatto...)

bublanina di mirtilli (2)

E' meravigliosamente creativo il gesto di seminare mirtilli mezzo sciolti sulla superficie dell'impasto: frutti e gocce violette come un disegno che sprigiona energia, prima ancora che colore. C'è di che sentirsi Jackson Pollock... tracce di succo di mirtillo sul piano di marmo della cucina, sulle piastrelle bianche, sui miei pantaloni (sigh! ... però che belli).

E la bublanina uscita dal forno - parte in uno stampo grande e parte in porzioni monodose - era semplicemente buonissima: da sollevar l'umore persino a una cornacchia pesta.

Solo mio marito, appena mi ha visto, si è allarmato: ha preso a girare per casa come se cercasse qualcosa.
"Non dirmi che hai dipinto di nero mirtillo qualche altro mobile!!"
"Di nero mirtillo?!? Ma guarda che c'è solo il bianco latte in quei barattoli in salone..."
"... e allora come mai hai una mano con le unghie tutte blu?"


Non so come rimedierò all'inconveniente di una mano destra che sembra quella di un tuareg: unghie e dita blu anche dopo innumerevoli lavaggi. Ma il piacere di sentirmi Jackson Pollock mentre disegnavo coi mirtilli sull'impasto di bublanina è stato indescrivibile. Voi, però, datemi retta: mettetevi i guanti...

Saluti e baci,

S.


INGREDIENTI


farina bianca 00: 200 gr
fecola di patate: 50 gr
zucchero semolato: 150 gr
burro: 100 gr
uova: 4
latte: qualche cucchiaio
lievito vanigliato: 1 bustina
sale fino: un pizzico
mirtilli surgelati: 500 gr (più o meno...)

Accendete il forno a 180° e imburrate una tortiera (non chiedetemi "quale?" e date invece un'occhiatina alla nota qui sotto, prima di cominciare...).

Lavorate il burro e lo zucchero con il mixer (o le fruste elettriche: direi di evitare le mani, una volta tanto...), finché il composto non è ben gonfio.

Aggiungete le uova, una a una, e poi - sempre continuando a sbattere - la farina, la fecola e il sale. Se l'impasto vi sembra troppo sostenuto, aggiungeteci due-tre cucchiai di latte (dovete regolarvi voi: la consistenza dev'essere quella di un impasto da torta un po' morbido). Aggiungete il lievito setacciato solo alla fine.

Rovesciate il composto nella tortiera in uno strato non più spesso di 3-4 cm (anche meno se usate degli stampini individuali, ma vale sempre la nota qui sotto...), distribuite i lamponi ancora surgelati sulla superficie e infornate per una ventina di minuti. Fate attenzione ai tempi di cottura: dipendono da quanto è grande il contenitore della vostra bublanina... che deve uscire dal forno appena dorata e sofficissima. Insomma: non fatela asciugare troppo.

Servitela direttamente nel contenitore di cottura, generosamente spolverata di zucchero a velo.

bublanina di mirtilli(3)

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Quanto è grande una bublanina?
Dipende da voi: cioè dal contenitore che scegliete per farla cuocere. Mi spiego: l'impasto va steso in uno strato sottile, diciamo 3-4 centimetri se usate un contenitore grande a bordi alti (va bene una pirofila o la teglia delle lasagne). Ma potete anche tenerla a meno di un centimetro, se - come me - la fate cuocere negli stampini individuali per crostate.
Ovviamente, attenzione ai tempi di cottura, che variano a seconda di dove l'avete messa, questa vostra bublanina: quindici-venti minuti per una grande, meno di dieci per quelle piccole. E in ogni caso vale "la regola del neonato cagionevole": non perdetela d'occhio!

Una vera bublanina...
... non ha fecola nell'impasto e ha meno lievito: ma questa è semplicemente quella di casa mia. A me piace che la pasta che avvolge la frutta sia sofficissima. Una nuvola... come uno di quegli scialli all'uncinetto che fa la mamma della mia amica. E siccome pare che "bublanina" voglia dire "piena di bolle", cioè soffice... io esagero!

Nota di colore
Giusto per restare in ambito "artistico" dopo la citazione di Pollock, la storia della pittura nero mirtillo che ci ha funestato l'esistenza per un paio di settimane è davvero divertente. Al punto che meriterebbe forse un post... magari insieme a una seconda busta di mirtilli surgelati (ve l'ho detto che devo ammortizzare la borsetta termica, no?)
Perciò nel frattempo accontentatevi di sapere che è quella con la quale ho dipinto il tavolo-seppia, che con l'occasione vi presento: è quello delle foto e tinge di nero chiunque gli si avvicini. Ma è solo timidezza: lo domerò...

Perché me ne sto ancora sulla mia scrivania da bistrot?
La verità è che ci sarebbe uno studio, in questa casa. Ma non c'è verso di far funzionare fastweb in quella stanza: pare che l'impulso non ci arrivi. Ora, poiché mi guardo bene dal rivelare all'antennista che abbiamo un fantasma dispettoso che alloggia da noi, sarebbe meraviglioso se tra i beneamati lettori di questo blog ci fosse qualcuno in grado di rivelarmi l'esistenza di un prodigioso marchingegno in grado di farmi collegare alla rete anche se sono distante dalla scatola fastweb. E se la casa ha dei muri tanto spessi che persino un fantasma li attraversa a fatica...

E... last but not least: come farei senza di voi? (13.07, ore 18.15)
Succede di finir di scrivere un post alle tre del mattino, di svegliarsi quattro ore dopo pensando di avere finalmente una giornata tranquilla a disposizione e di ritrovarsi due ore più tardi in aeroporto, con un biglietto fatto al volo per telefono. Di arrivare a destinazione e non avere neanche il tempo di bersi un caffé, e di ricevere una telefonata a pomeriggio inoltrato da un marito trafelato.
"Guarda che la tua ricetta di bublanina è sbagliata!..."
"Impossibile: l'ho fatta ieri, è quella che vi ho lasciato in bella vista in cucina..."
"E invece è sbagliata: se n'è accorto Gambetto. Tra gli ingredienti hai scritto lamponi invece di mirtilli..."
Ha un tono che tradisce un lieve accenno di soddisfazione. Ma non sa che io sono più soddisfatta di lui... Perché mi legge di nascosto (e regolarmente si tradisce). E perché, una volta di più, mi dico: ma come farei senza questi affezionati e impagabili lettori? Perciò: grazie Mario! Che poi sarebbe quel Gambetto di cui sopra... dal quale, adesso, mi aspetto come minimo una bublanina di lamponi. Magari in uno stampo da crostata...

lunedì 4 luglio 2011

Ghiaccioli di yogurt e ciliegie

Ghiaccioli di yogurt e ciliegie (2)

Guardatelo bene: questo di oggi è un divertissement, mica una ricetta.

Uno svago da vecchia ragazza con un sacco di cose da fare, un frigo mezzo vuoto perché tanto qua siamo sempre in partenza, pochissima voglia di mangiare, poca di mettersi ai fornelli... tanto caldo e un insopprimibile istinto a giocare.

Ho la testa piena di idee in questo periodo: di idee e di nuvole, che ogni tanto passano e si portano via un pensiero che non ho fatto in tempo a fissare. Così giro con un taccuino appresso, e una penna a punta morbida con la quale disegno regolari parole... Non voglio appunti pieni di disordine, adesso.

Mi piace questo mettere a posto le cose, anche tra me e me. Dopo il caos del trasloco e il senso di precarietà che sempre si accompagna a un cambiamento, ho bisogno di rigore, di un equilibrio nuovo al quale attingere energie... persino in cucina.

Sto facendo un po' di esperimenti, alcuni un po' strampalati ma tutti incredibilmente divertenti. Non riesco sempre a farne un post (ve ne sarete accorti...) però impilo diligentemente foglietti con dosi, pesi e proporzioni, note a margine e punti interrogativi, persino frecce quando le strade percorribili sono due. E' che mi ci vorrebbe un semaforo, in testa, per evitare gli ingorghi. Ma io questo semaforo ancora non ce l'ho, così finisce sempre che a passare per prima sia la vita oltre il blog.

E allora basta un niente, una finestra aperta, un colpo di vento che scompiglia fogli e pensieri: e il mio tavolo torna quello di prima, una catena montuosa di libri, agende, ritagli di giornale, biglietti di appunti. E posso metterci giorni a ritrovare la strada: però non mi perdo.

Così funziona il mio "dietro-le-quinte" in questo periodo: e scusate se ve lo racconto, invece che parlare seriamente di ricette. Ma non posso mica fingere con voi che fare ghiaccioli sia una cosa seria! Anche se - vi assicuro - è molto divertente: quasi quanto mangiarseli...

Con il caldo che li scioglie, le dita che danzano appiccicose sulla tastiera, il biglietto pronto per l'aereo tra meno di quattro ore, il bagaglio inesistente che tanto oramai meno roba mi tiro dietro e più mi sento bene, i primi uccelli in anticipo sull'alba e l'ultima zanzara che - sciaf! - stecchita casca a picco sul giornale che è già quello di ieri.

La verità è che mi annoierei se non avessi questa vita tra i piedi...


Ghiaccioli allo yogurt con ciliegie (3)

INGREDIENTI

yogurt naturale non zuccherato: 200 gr
ciliegie: gr 200 (già pulite)
acqua di rose: un cucchiaio
miele: quanto piace a voi

Lavate le ciliegie, asciugatele, privatele dei noccioli: io ho la pinza (... e mica faccio sempre tutto a mani nude!), ma potete farlo anche con un coltellino, l'importante è che vi mettiate sopra una ciotola per raccoglierne il succo.

Mettete lo yogurt e le ciliegie nel bicchierone del minipimer e lavorate finché non vedete più pezzi di ciliegia. Anzi, qualcuno - infinitesimale - continuerete a vederlo: perciò armatevi di un setaccio e di un cucchiaio e passate il tutto per benino finché non avrete una meravigliosa poltiglia rosa tenue (quel che resta nel setaccio potete mangiarvelo a cucchiaiate, ma non dite che ve l'ho detto io: non fa fine...)

Aggiungete l'acqua di rose (un cucchiaio va bene) e il miele (dipende da quanta dolcezza vi serve per affrontare la vita), mescolate finché il composto non è perfettamente omogeneo (se il miele è di quello un po' cristallizzato, un altro colpetto di minipimer ci sta solo bene...) e riempite quattro stampini per ghiaccioli.

Infilate i bastoncini bene al centro e mettete nel freezer per qualche ora.

Trattandosi di ghiaccioli, e non di gelati, quando li tirerete fuori dal freezer saranno... piuttosto ghiacciati! Perciò vi consiglio di aspettare un paio di minuti prima di affrontarli corpo a corpo, pena una congestione (della quale non mi sentirò responsabile...).

Se poi - come la sottoscritta - avete manie da foodblogger, potete impiegare i minuti d'attesa scattando foto a ripetizione. Fregatevene dell'inquadratura perfetta: i ghiaccioli... si squagliano! Soprattutto se fuori ci sono trenta gradi e voi non amate quegli scatoloni appesi ai muri che sputano aria gelida per illudervi di stare al Polo Nord...

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Un ghiacciolo per amico
Questi sono dei ghiaccioletti da signorina: nel senso che ve li potete concedere a cuor leggero anche se siete lì col centimetro a misurarvi il girovita prima di comprarvi il costume nuovo. Ma sono anche dei ghiaccioli per bambini: niente cose strane, solo yogurt e frutta.
Lo stampo costa tre euro al casalinghi sotto casa e ci mettete davvero poco a prepararli. L'unico problema è trovare i bastoncini: e infatti io, quando non ce li ho, ci metto quei cucchiaini di legno usa e getta da picnic.

Bastoncini
Non tutti gli stampi per ghiaccioli hanno il tappo con la fessura per infilarci i bastoncini. Io mi arrangio con del nastro adesivo per tenerli fermi nella giusta posizione: ottengo una traballante architettura che somiglia vagamente al ponte di Brooklyn e quasi sempre riesco a infilarla nel freezer senza crolli... "quasi" sempre, ho detto....

Backstage
Giusto perché quando mi scrivete per chiedermi quali attrezzature utilizzo per le foto sappiate che non vi racconto bugie: questo è il mio prodigioso sistema per togliere le ombre. Come vedete, anche qui è tutta questione di equilibrio... e di non prendersi troppo sul serio!
E mentre voi vi concentrate sulla parte sinistra della foto, so già che ci sarà una persona con lo sguardo pieno di riprovazione posato su quei due poveri candelabri... lo so, mamma, sono un po' zozzetti... però questa settimana si è licenziata pure la signora Rina!

Ghiaccioli alla ciliegia: backstage
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