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venerdì 26 febbraio 2010

Oggi ho le cavolagne

O, se preferite: lasagne leggere ai cavoli vari per festeggiare i miei stivali verde broccolo


Non è che andar per negozi mi appassioni più di tanto... anzi, di solito mi annoia abbastanza.

Il fatto è che, dopo settimane di cattività forzosa causa freddo polare, la prima giornata di sole riesce a trasformare in un'imperdibile attrazione
persino gli ultimi saldi. Passeggiare per la città sapendo di potersi infilare in un posto caldo ai primi sintomi di congelamento è un'alternativa allettante alla corsa al parco, per la quale bisognerebbe almeno dotarsi di una fiaschetta di grog.

Così mi prendo la mia ora d'aria, e con l'occasione faccio una visita a quei tre-quattro negozi che frequento a cuor leggero giusto ai saldi.

Sono di quelle boutiques ovattate, dove vi accolgono vampate di parfum d'ambiance da far girar la testa, stuoli di commesse svettanti come modelle, fiori freschi alti un metro e una variopinta fauna internazionale a caccia di made in Italy. Ma con la crisi persino la clientela di livello è latitante, sicché il personale accorre in massa quando vede arrivare quelli che il portafogli ce l'hanno stampato in fronte.

In cerca di pantaloni, entro in uno di questi templi contemporanei. Ne scelgo due paia e mi dirigo - accompagnata da passi felpati e musica di sottofondo - verso la cabina prova: la mia commessa attende fuori. Mentre mi cambio sento un baccano indefinibile, accompagnato da latrati: e quando esco per andarmi a specchiare mi trovo davanti una scena da film...

Lei, un metro e ottanta compresi gli stivali con zeppa e stiletto, stoppa ossigenata in testa, cappotto con bordi di pelliccia di guanaco, frange e catene sparse tra accessori vari, ha accumulato una montagna di capi da provare che tre commesse faticano a gestire. A tracolla ha una borsa con dentro uno di quei cani che sembrano scimmie lillipuziane, con collare Vuitton e fiocco leopardato. Lui
ha un brillante grosso come una nocciola al dito, un tatuaggio con un pugnale al polso e un collo del diametro di un gasdotto siberiano che fuoriesce da doppiopetto e t-shirt: la poltroncina anni '50 fatica a contenerlo e - certamente vittima di miei preconcetti - immagino che sia uno di quegli uomini d'affari (ramo gas o petroli) un tempo ospiti delle galere sovietiche, che adesso vanno per la maggiore in certi ambienti.

Il negozio è in subbuglio, perché hanno invaso di pacchi griffati tutto lo spazio antistante i camerini. Lei prova gli abiti, lui commenta in un qualche idioma slavo, il cane abbaia in falsetto e le commesse corrono premurose.

Mi guadagno a fatica una striscia di specchio, in condivisione con madame, e vedo di sbrigarmi. Così rientro in cabina, porgo i pantaloni appena provati alla commessa e faccio per prendere i miei... spariti.

Sulle prime penso a un mio stordimento, da troppa confusione e troppi specchi. Poi sento un guaito, istintivamente mi chino a guardare sotto l'orlo della tenda di velluto... e li vedo. Percorro con lo sguardo quel lembo di stoffa conosciuta e arrivo dritta sul muso della scimmia lillipuziana, che mi guarda infida con i miei pantaloni tra i denti.

Sono furente. La mia commessa è scomparsa per soccorrere le colleghe (i capi della signora formano ormai un covone) e io - con la testa fuori dalla tenda - non riesco ad attirare la sua attenzione. Medito persino di uscire in déshabillé: ma la prospettiva di finire in cronaca locale per aver litigato in mutande e mocassini con un cane russo in una boutique del centro non mi arride...


Passano cinque minuti buoni prima che qualcuno si accorga della mia faccia appesa al velluto cremisi: trafiggo la commessa con uno sguardo e le sibilo: "Gli dica di restituirmi i pantaloni...". Ma la poveretta, che correttamente ha individuato il personaggio più temibile del terzetto, si gira di scatto verso monsieur e poi di nuovo verso me, con occhi imploranti: forse teme che lui le spezzi l'osso del collo con due dita, come le spie del KGB alla tivù. Così replico il sibilo e scandisco: "Non lui: il ca-ne."

Dopo un bel po' di gazzarra, con l'armadio tatuato che tuonava ordini alla bestiola, lei che se la stringeva al petto e quella che ringhiava dispettosa, mi hanno restituito i pantaloni: con un'orribile striscia di bava lungo una gamba.

Sono uscita in tutta fretta, mi sono infilata tra gli alberi secolari del parco lì vicino e per mezz'ora ho guardato in cagnesco tutti i cani di taglia mignon.

Poi sono entrata in un negozio di scarpe, e ho sorriso alla commessa: " Vorrei quegli stivali verde broccolo, per favore".

Lei mi ha guardato un po' così, come si guardano i clienti un po' strambi ai quali tocca sempre dar ragione, e io ho pensato: "Non si stupisca più di tanto: lei non sa che gente c'è in giro, signorina..."


INGREDIENTI


pasta fresca per lasagne: 6 sfoglie (cioè mezza confezione)
cavoli romaneschi: 2 di media grandezza (scordatevi il peso...)
ricotta: 200 gr
pecorino romano grattugiato: 50 gr
latte o brodo vegetale: 100 ml circa (per tener morbido l'insieme)

per la crema:

latte: 600 ml
uova: 1
pecorino romano grattugiato: 2 cucchiai
maizena: 4 cucchiai rasi
sale

Mondate i cavoli, lavateli, divideteli in cimette e lessateli per qualche minuto in acqua leggermente salata. Non cuoceteli troppo: devono essere appena croccanti (primo perché le verdure moscie sono un crimine e poi perché tanto li ripassate in forno...). Scolateli e teneteli da parte.

Preparate la crema: sciogliete la maizena in un po' di latte freddo, lavorate bene l'uovo e il pecorino in un pentolino, poi versatevi la maizena sciolta e il resto del latte e cuocete a fuoco dolce (mescolando continuamente) finché non inizia a rapprendersi. Salate appena e fate intiepidire.

Prendete una teglia da lasagne, versate sul fondo un velo di latte (o di brodo vegetale) e stendete il primo strato di sfoglie di pasta che farcirete con cimette di cavolo, tocchetti di ricotta, un po' di pecorino grattugiato e infine 1/3 della crema. Continuate così fino a ottenere tre strati, riservando per quello finale un po' più di pecorino che garantirà quella crosticina che nelle lasagne ci piace tanto... Per evitare che l'insieme rimanga troppo asciutto (e che la pasta si secchi in forno, anziché cuocere), aiutatevi nella farcitura con un po' di latte o brodo.


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Del taglio del cavolo...
Che non è un taglio mal fatto, bensì l'operazione di suddivisione in cimette di cavolfiori, broccoli e cavoli romaneschi. Non vi sembri una sciocchezzuola da signorine inclini a manierismi senza senso: le verdure tagliate in pezzi regolari cuociono uniformemente e si scolano senza diventare un pastrocchio. In più sono più carine a vedersi. E per favore, non obiettate che tanto finisce in pancia tutto assieme: questa è solo una vecchia scusa, che non tiene...

Lasagne leggere: sfatiamo l'idea che siano un ossimoro
Vi sarete accorti che questo non è un piatto ricco, ma una versione molto "alleggerita" di lasagne vegetariane. Verdure bollite (potete usare anche i broccoli), una finta Béchamel (la mia crema leggera al formaggio che trovate anche qui e qui), ricotta e latte per condire. Messa giù così può forse sembrarvi una cosa tristanzuola, ma vi garantisco che non lo è affatto: sono lasagne buone, che tornano utili dopo l'orgia di zeppole e fritture varie di Carnevale.
Una precisazione - doverosa - sulle dosi: quelle indicate sono il "minimo sindacale" perché queste possano definirsi lasagne. Vale a dire: da qui in su, va tutto bene. Perciò se non siete a dieta, potete aggiungere altro pecorino, e magari fiocchetti di burro e altri formaggi tra uno strato di pasta e l'altro; così come potete saltare le verdure in padella, con uno spicchio d'aglio e un filo dolio; o farvi una vera Béchamel. Fate voi... a me faceva piacere dedicare un post alle tante persone desiderose di leggerezza a tavola. E stracciare finalmente quel foglietto che vagava in cucina...

martedì 23 febbraio 2010

Le mie ricette nelle cucine degli altri


Quando ho intrapreso questa mia temeraria avventura di tastiera e di fornelli non immaginavo neppure lontanamente dove mi avrebbe portata.

Avevo un'idea alquanto vaga di quel che mi attendeva... Non sapevo quanto tempo avrei potuto dedicarvi e se sarei stata in grado di continuare. Quanta gente avrei incontrato. Quante ricette del mio archivio sarei riuscita a smaltire e quante ne avrei raccolte per strada. Quanto avrei scritto, quanto avrei cucinato. E se mi sarebbe piaciuto.

Non amo fare bilanci, perché non mi piace tirare una riga e ridurre tutto a contabilità: dare e avere. Ma certo un po' di cose le ho scoperte: e sono delle autentiche sorprese.

Tra queste, la più inaspettata è stata scoprire che le ricette di casa mia funzionano anche nelle cucine degli altri: nel senso che molti di voi le provano e poi mi scrivono per farmelo sapere. A volte, ci fanno addirittura un post.

Beh, permettetemi di dire che è questa la mia più grande soddisfazione di blogger. E non perché io abbia qualcosa da insegnare (in cucina tutti insegnano e tutti imparano...). Ma perché quando scrivo i miei post, verificando maniacalmente dosi e passaggi, penso sempre che l'idea che vorrei trasferire è in fondo una soltanto: cucinare regolarmente senza complicarsi la vita è possibile, ed è alla portata di tutti.

Perciò ho pensato che fosse giusto dedicare uno spazio - in questo mio blog - alle ricette preparate da voi: perché avete avuto il coraggio e la voglia di provarle, fotografarle, raccontarle. Perché sono ricette mie che si son fatte crescere le gambe, hanno preso il largo e sono diventate vostre. Perché è bello vedere come ciascuno le presenta, leggere come ne parla. E perché ormai rischiavo di perdere il conto di quelle che si sono fatte grandi e se ne sono andate di casa...

Perciò questo non è un vero post, ma solo il mio modo di dirvi grazie.
E spero non vi imbarazzi sapere che mi avete resa felice...


DIRETTAMENTE DALLE VOSTRE CUCINE:

La "favolosissima" crostata di mele
di Una cena con Enrica (26 novembre 2013)

Kryzysowe ciasto czekoladowe (la torta al cioccolato senza burro... in polacco!)
di Bea w Kuchni (9 novembre 2013)

Biscotti ai pomodori secchi, pistacchi e pecorino e Biscotti cacio e pepe
di I ricami di marmotta (14 giugno 2013)

Vellutata di fave e asparagi
di Fior di sambuco (5 maggio 2013)

Smarties wacky cake (integrale)
di A room with a view (25 aprile 2013)

Oat & spelt digestive biscuits
di Mondomulia (24 aprile 2013)

La stagione delle fragole e una crostata
di Il Macina caffé (20 aprile 2013)

Quando passa Pasqua (basic torta di yogurt al cioccolato)
di Mente & cuore in cucina (9 aprile 2013)

Alchimie al cioccolato (La torta al cioccolato senza burro e Chocolat chantilly)
di I ricami di marmotta (24 marzo 2013)

Wacky Cake - La Torta Senza (la torta al cioccolato senza burro)
di Oca Gatto Letto (18 Marzo 2013)

Irish Soda Bread
di Il Macina Caffé (16 marzo 2013)

3 Hole cake - ovvero la torta dei tre buchi (la torta al cioccolato senza burro)
di Trattoria da Martina (15 marzo 2013)

La torta di compleanno per il mio nonno Kenzer (torta di compleanno al cioccolato)
di Aria in cucina (4 marzo 2013)

Torte speciali (torta di compleanno al cioccolato)
di Mamma e Dintorni (22 febbraio 2013)

Very English scones
di Acquolina (20 febbraio 2013)

Biscotti digestive all'avena
di Acquolina (5 febbraio 2013)

Cavolo cappuccio rosso caramellato
di La cucina degli angeli (7 gennaio 2013)

Jo March e le ciambelline di birra e orzo
di Piccola locanda bianca (19 dicembre 2012)

Muffins alla zucca con cipollotti
di La mia vita semplice (26 settembre 2012)

Torta di mele selvatiche (torta di mele dello zio Ettore)
di Andante con gusto (10 settembre 2012)

Torta di mele senza grassi (torta di mele dello zio Ettore)
di Colazione da Cri (17 giugno 2012)

Torta di mele dello zio Ettore
di Bimbumbeta (31 maggio 2012)

Torta di mele dello zio Ettore
di Vaniglia Lamponi (16 maggio 2012)

Pan brioche (brioche all'anice e sesamo)
di Fior di sambuco (2 aprile 2012)

Fragole a merenda's chocolate cookies (more or less)
di Carpina (1 aprile 2012)

Panna cotta light (finta panna cotta allo yogurt con frutti di bosco)
di QB quantobasta (16 marzo 2012)

I crackers per il paté (crackers al pecorino con grani di senape)
di In vacanza da una vita (28 febbraio 2012)

Chocolat Chantilly: una ricetta con la neve!
di Aria in cucina (24 febbraio 2012)

Biscottini ai cereali con cioccolato (merendine ai fiocchi d'orzo e cioccolato)
di Aroma di cacao, di spezie e... (5 febbraio 2012)

E' l'ora della merenda Charlie Brown! (merendine ai fiocchi d'orzo e cioccolato)
di Piccola locanda bianca (23 gennaio 2012)

Vellutata di topinambour con carciofi croccanti
di Muffins, cookies e altri pasticci (22 gennaio 2012)

Irish Soda Bread, pane irlandese
di Aroma di cacao, di spezie e... (15 gennaio 2012)

Oggi vellutata di porri e cavolfiore
di OcaGattoLetto (23 novembre 2011)

Il pane dolce per la colazione della domenica (pane dolce ai kaki con noci e nocciole)
di Té e pasticcini (14 novembre 2011)

Frutti dell'autunno, il corbezzolo (marmellata di corbezzoli)
di Ainhoa in Sardinya (10 novembre 2011)

Tortini allo yogurt (torta allo yogurt con gocce di ciocoolato)
di Incapace ai fornelli (5 novembre 2011)

Pane dolce ai kaki con noci e nocciole (senza glutine)
di Fabipasticcio (28 ottobre 2011)

Pane dolce di kaki con noci e nocciole
di Se dici cucina (26 ottobre 2011)

Digestive home made (digestive biscuits al farro)
di Carpina (23 Ottobre 2011)

Graham crackers
di Zucchero e viole (22 settembre 2011)

Bublanine di mirtilli... quando ancora potevo mangiarle!
di Aria in cucina (3 settembre 2011)

Biscotti integrali di castagne
di Dolci fusa (19 Giugno 2011)

Biscotti di castagne
di Pappa e cicci (16 giugno 2011)

Pie di fragole
di Aria in cucina (13 giugno 2011)

Primo soufflé, per me (Soufflé di asparagi)
di Hysteria Lane (10 giugno 2011)

Pane di ceci al golden syrup
di La cucina piccolina (10 giugno 2011)

Torta salata di pomodorini confit
di Scamorze ai fornelli (6 giugno 2011)

Finalmente muffins!!! (I muffins con le gocce di cioccolato)
di Mamma che stress... (1 giugno 2011)

Crostata di fragole e basilico (pie di fragole)
di Aroma di cacao, di spezie e... (18 aprile 2011)

Pane marocchino di Sabrine
di Ghirlanda di popcorn (12 aprile 2011)

Yogurt cake with chocolate chips (torta allo yogurt con gocce di cioccolato)
di My life in translation (3 aprile 2011)

Finta panna cotta allo yogurt con frutti di bosco di Sabrine
di La felice stagione (24 marzo 2011)

Scones di Sabrine che erano della Brenda
di La Sissa (9 marzo 2011)

I panini all'uvetta di Sabrine
di Isafragola (6 marzo 2011)

Irresistibile gelatina di mele
di La casa color lilla (1 marzo 2011)

Pane al malto d'orzo
di La cucina di Federica (21 febbraio 2011)

Panini all'uvetta e noci
di ABC hobby (11 febbraio 2011)

Crackers integrali aromatici
di Sorelle in pentola (4 febbraio 2011)

Bignè di Nonna Papera con crema di salmone
di Manine in pasta (1 febbraio 2011)

Salsina al parmigiano (con empanadas)
di Pensieri e dolcezze di un'italiana in Cina (4 dicembre 2010)

Biscotti di mosto
di Lavandula Officinalis (25 ottobre 2010)

Come si fa il pane indiano
di Come si fa a... (13 ottobre 2010)

Peschine e nostalgia (Pistokkeddos)
di In vacanza da una vita (3 ottobre 2010)

Melanzane al miele
di Postcards from Granada (30 settembre 2010)

Digestive ai cranberries
di La Sissa solo dolcezze (16 settembre 2010)

Torta salata ai pomodorini confit
di Semplicemente pepe rosa (18 agosto 2010)

Ricetta del mese anzi due... (pane marocchino e tzatziki)
di My garden cherries (25 luglio 2010)

Un rosso crumble di fragole (di Sabrine) per la scuola pubblica
di La Gaia celiaca (14 giugno 2010)

Buzy, oven-free life e un ricordo di pan con segale (pane alla segale con copertura croccante)
di My life love food (2 giugno 2010)

Irish Soda Bread: atto II scena I
A sangue freddo e in pieno sole (Irish Soda Bread)
di La piccola pasticceraia (31 maggio e 28 maggio 2010)

Un zambet pentru tine - Un sorriso per te (Graham Crackers)
di Lilly in the kitchen (14 maggio 2010)

Graham Crackers di Sabrine
di La vetrina del Nanni (14 maggio 2010)

Pane e mele a colazione
di My life love food (13 maggio 2010)

Digestive biscuits
di Menta e liquirizia (12 maggio 2010)

Irish Soda Bread in purezza senza glutine
di La Gaia celiaca (10 maggio 2010)

Strawberry pie... forever...
di Baker's corner... Somewhere in my kitchen (10 maggio 2010)

In dedica a Sabrine: tartufino(one) alla ricotta
di Chez Babs (29 aprile 2010)

Crumble di fragole
di Pensieri e pasticci... di una mamma in cucina! (28 aprile 2010)

Corn digestive biscuits - Qui si crea in cucina... e non solo!
di Piccolalori (17 aprile 2010)

Panettone gastronomico (brioche al pecorino)
di Un pizzico di magia (31 marzo 2010)

Irish Soda Bread 2x1
di My Life Love Food (30 marzo 2010)

Cake ai peperoni caramellati e cipollotti
di Postcards from Granada (25 marzo 2010)

Crema di zucchine e foglie di ravanello - E' arrivata la primavera...
di La cuoca pasticciona (25 marzo 2010)

Vellutata di zucca a pois di porri - Di una caccia al tesoro... che finisce a palline sulla crema
di My life love food (17 marzo 2010)

Caffè macchiato e poi? Digestive biscuits al farro
di In vacanza da una vita (16 marzo 2010)

Torta salata di porri
di Postcards from Granada (10 marzo 2010)

Biscottini alle nocciole - C'è qualcosa di dolce in ogni stagione
di Nella mia soffitta... (1 marzo 2010)

Panini alla cioccolata
di Un mondo di farina (23 febbraio 2010)

Pane aromatico alla birra
La caloria solitaria (20 febbraio 2010)

Pane alla birra
di Nella cucina di Ely (19 febbraio 2010)

(Kefir) Irish soda bread
di Muffins, cookies e altri pasticci (18 febbraio 2010)

I biscotti della Brigitta con le fragole a merenda
di Little Italy and a bit more... (3 febbraio 2010)

Pane con le noci che non dovete impastare
di Pane & Miele (2 febbraio 2010)

La vellutata di Sabrine (rape rosse e mela verde)
di Meringhe alla panna (1 febbraio 2010)

Soda bread dolce alla frutta secca e disidratata
di Defelicitateanimi (1 febbraio 2010)

I muffins alle melanzane e basilico
di Ciliegina Birichina (20 gennaio 2010)

Soda bread
di Mamma iana (13 gennaio 2010)

Cavolo cappuccio rosso caramellato
di Il criceto goloso (9 dicembre 2009)

Panini al cioccolato
di Nella mia borsa (9 dicembre 2009)

Pane soffice alla zucca e gorgonzola
di Carpe diem (4 dicembre 2009)

Vellutata di porri e mela rossa
di Elis cucina per voi! (29 novembre 2009)

Biscotti al riso (senza glutine)
di Bim Bum Beta (23 novembre 2009)

Pane speziato alla zucca di Sabrine
di Essenza di cannella (13 novembre 2009)

Metà farina del mio sacco: Crostatine aromatiche zucca, pecora e vin cotto
di Defelicitateanimi (28 ottobre 2009)

Torta salata di zucchine
di Lavandula Officinalis (22 ottobre 2009)

Muffins alla cipolla di Tropea, indivia e semi tostati
di Gambetto nella zuppa (20 ottobre 2009)

Muffins alle pere con noci tostate
di Salt and Cocoa (15 ottobre 2009)

Falsa quiche (light) alle zucchine
di Cuochetta in punta di piedi (28 settembre 2009)

Ho rubato la merenda: Irish soda bread di Sabrine
di Meringhe alla panna (31 agosto 2009)

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Se vi fa piacere esserci
E' possibile che, non volendo, io abbia tralasciato (o tralasci, in seguito) di includere nell'elenco qualche vostro post. Se vi fa piacere, potete segnalarmelo con un commento qui o scrivendomi una mail. Io continuerò ad aggiornare questa pagina man mano che arriveranno nuove segnalazioni.

I limoni della foto...
...sono un regalo, graditissimo e profumato, ricevuto qualche giorno fa. Erano così belli che non ho vuto il coraggio di utilizzarli subito, e me li sono goduti per un po' in versione decorativa. Ma mi sembrava un autentico spreco lasciarli lì per bellezza, e così ho deciso di impiegarli in varie preparazioni senza buttar via nulla ad eccezione dei semi. Buccia, polpa, succo: un aroma e un profumo incredibili. Che mi hanno ricordato - se mai ce ne fosse bisogno - che la buona cucina inizia dalla ricerca di materie prime di qualità. Trovate quelle, il resto viene da sé...

mercoledì 17 febbraio 2010

Muffins speziati alle mele


Mi scuserete se in queste settimane vado e vengo senza avvisare, se mi assento e rispondo con un po' di ritardo ai vostri commenti, se non leggo con regolarità la posta.

E' che sono nuovamente in trasferta, con la testa altrove e un portatile al seguito che raramente trovo il tempo di accendere. E poi piove a dirotto persino qui, dove in genere uno sprazzo d'azzurro non manca mai...

Insomma, starete già pensando che con una premessa simile potevo anche risparmiarmi questo post. E invece io ci tengo a scriverlo, perché voglio ringraziare tutti quelli che con tanta partecipazione hanno accolto la mia strampalata idea di pubblicare ricette di Nonna Papera per festeggiare i quarant'anni del suo Manuale.

Grazie a chi ha fatto il possibile - e in alcuni casi l'impossibile - per recuperare la sua copia smarrita in anni di traslochi e peregrinazioni. Grazie a chi il Manuale l'aveva perso e ha fatto in modo di rintracciarlo in biblioteche o mercatini. Grazie a chi non lo ha avuto da bambino e, scoprendo da adulto di essersi perso qualcosa, ha deciso di partecipare chiedendo a me delle ricette. E grazie infine a chi non intende mettersi ai fornelli, ma ha messo a disposizione la sua copia perché altri possano farlo.

Insomma, siete riusciti a stupirmi con il vostro entusiasmo...

Ora, logica vorrebbe che io mi producessi in una performance culinaria degna di rispetto (e di cotanto affetto): che so... un soufflé che non si affloscia, una sachertorte con le calorie di un finocchio bollito o un cotechino vegetariano.

E invece nulla di tutto ciò, perché questi muffins alla mela sono i fratelli gemelli (eterozigoti, però...) di quelli alle pere con le noci tostate. A voi non capita mai di avere poco tempo e il frigo vuoto ma un irrefrenabile istinto ad accendere il forno? Beh... oggi era questa la mia condizione. E stavo per far passare un altro giorno senza farmi sentire, con la scusa che non si fa perder tempo al prossimo senza una ricetta "vera". Poi però mi son detta: "Ma si dev'essere originali a tutti i costi? Tutti i santi giorni?". E mi sono data la risposta che immaginate.

Così sono qua, viva e vegeta, e con la casa che profuma di mele, garofano e cannella. E se mi affaccio alla finestra e vedo rivoli d'acqua che trascinano coriandoli per tutta la piazza non mi sento neanche troppo triste. Perché stasera arrivano un paio di amici con una zuppa di fave, verza e pezzi di maiale: un sontuoso piatto da poveri (preparato da mani sapienti e amorevoli in una cucina amica del centro storico) che noi ci gusteremo in perfetta beatitudine sentendoci dei re.

A presto,


INGREDIENTI

farina bianca 00: 300 gr
farina di grano integrale: 150 gr
zucchero grezzo di canna: 120 gr
mele: 400 gr (pulite: vi serviranno circa 4 mele grandi)
uova: 2
latte: 250 ml
burro: 80 gr
yogurt: 80 gr
lievito vanigliato per dolci: 1 bustina
cannella in polvere: 1 cucchiaino
chiodi di garofano in polvere: 1/3 di cucchiaino
pepe nero macinato fresco: un pizzico
sale: un pizzico

Accendete il forno a 180°. Disponete i pirottini in uno stampo da muffins (se non li avete, spennellatelo con un po' d'olio o di burro fuso e infarinatelo).

Setacciate in una ciotola le farine e il lievito (vi rimarrà nel setaccio la crusca della farina integrale, che verserete così com'è nella ciotola). Aggiungete lo zucchero, la polvere di cannella e di chiodi di garofano, il sale e il pepe e mescolate molto bene.

Sbattete le uova finché non iniziano a montarsi, poi aggiungetevi lo yogurt, il latte e il burro fuso tiepido.

Lavate e sbucciate le mele, pesatene 400 gr e fatele a piccoli cubetti regolari (diciamo di 1 cm di lato). Poi versatele nella ciotola con gli ingredienti "asciutti" e mescolate molto bene ma delicatamente (non spappolatele...).

Aggiungete i liquidi e mescolate velocemente, senza troppa precisione perché il composto deve rimanere un po’ granuloso.

Riempite per 4/5 gli stampini e infornate per 30 minuti (o finché i muffins non saranno dorati in superficie e gommosi e morbidi al tatto). Lasciate raffreddare 5 minuti nello stampo fuori dal forno, poi toglieteli e metteteli su una gratella da pasticciere.

Come per gli altri muffins, se ve ne avanzano potete surgelarli.

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Mad for muffins? Cosa aspettate ad accendere il forno?
Sfornare muffins è una di quelle attività capaci di dare un senso a un pomeriggio grigio e tristanzuolo. Perciò, se siete dell'umore giusto e avete già tirato fuori lo stampo, magari può tornarvi utile un campionario di opzioni un po' più ampio:

- i muffins con le gocce di cioccolato
- muffins alle pere con noci tostate
- tortine alla carota
- muffins alla zucca con cipollotti
- muffins alle melanzane e basilico
- muffins ai semi tostati, indivia e cipolle di Tropea

venerdì 5 febbraio 2010

Vellutata di fagioli con finte caldarroste

Come passare dal Purgatorio al Paradiso in una giornata di neve, servendosi di una pignatta di fagioli


Siete di quelli che amano il freddo polare, i cieli grigi e il té con il plaid? Beati voi, che trovate conforto anche in giornate come questa. Io, invece, la poesia della grisaille non riesco proprio a coglierla. E da quando un dermatologo mi ha spiegato che appartengo a un tipo umano che necessita di sole e d'inverno può cadere in depressione, ho anche una giustificazione scientifica alle mie lamentele meteo.

Come se il maltempo non bastasse, ho anche il riscaldamento fuori uso e mi attende uno di quei pomeriggi nefasti in compagnia del tecnico della caldaia, uno di quei tipini che entrano graziosamente in casa vostra in punta di piedi, non producono un granello di polvere e non vi lasciano neppure mezza ditata nera sul muro appena imbiancato.

Così, nel tentativo di far fronte con mezzi di fortuna alla congerie di disgrazie che si stanno abbattendo sul mio inizio di Febbraio, ieri sera ho tirato fuori dalla dispensa un pacchetto di fagioli del Purgatorio: piccolini, bianchi, quasi tondi, dall'aspetto delicato e inoffensivo. Dei fagioli educati e gentili, che mi dessero il necessario conforto in una giornata sulle barricate come questa.

Li ho rispettati nella loro semplicità, accompagnandoli soltanto a un po' di aromi. E già il profumo che filtrava dal coperchio, accompagnato da quell'inconfondibile borbottio, mi ha riconciliato con la mia casa: mi può lasciare al freddo - mi ripetevo - ma non senza un pacchetto di fagioli...

Le castagne sono venute dopo. Lessate per accompagnare della carne, ho pensato che potessero fare da spalla ai fagioli, aggiungervi quel tocco in più di cui oggi, profondamente, necessito. "Insomma - mi son detta - se dev'essere inverno... che sia!".

Così la mia vellutata, che altrimenti sarebbe stata un'altra delle mie zuppe da signorina, ha acquistato una grinta inattesa: e io con lei. Non solo sono perfettamente in grado di far fronte all'energumeno che si appaleserà al mio portone tra breve, ma sono passata, nel breve volgere di qualche cucchiaiata, dal Purgatorio al Paradiso.

E adesso, se permettete, vado a finire di mangiarmela prima che squilli il campanello...


INGREDIENTI (per 4 persone)

fagioli del Purgatorio: 250 gr
castagne secche: una trentina
carote: 2
scalogni: 3
porri: 1 (solo la parte bianca)
pomodori secchi: un paio
aglio: uno spicchio
rosmarino: un rametto
salvia: una ventina di foglie
alloro: qualche foglia
olio extra vergine di oliva (sceglietene uno non troppo forte)
granulare vegetale
sale e pepe


Mettete a bagno separatamente i fagioli e le castagne per almeno 12 ore (vuol dire che al massimo ce li tenete un pomeriggio in più, ma insomma... non fateli saponificare!).

Risciacquate i fagioli e metteteli in una pentola con le carote, gli scalogni e la parte bianca del porro mondati e fatti a grossi pezzi, i pomodori secchi, lo spicchio d'aglio intero schiacciato (e con la buccia) e una foglia di alloro. Aggiungete un cucchiaino di granulare vegetale e fate cuocere finché i fagioli non sono teneri.

Risciacquate le castagne, mettetele in un pentolino d'acqua con un paio di foglie di alloro e qualche grano di pepe (niente sale), e fatele lessare finché non sono tenere. Lasciatele nella loro acqua fino al momento di utilizzarle (altrimenti si seccano).

Quando i fagioli saranno teneri, eliminate l'aglio e la buccia dei pomodori secchi, e lavorate il resto al minipimer fino a ridurlo a una crema finissima. Aggiustate di sale e aggiungete del liquido solo se necessario: la vellutata dev'essere densa, se non volete fare la triste conta delle castagne affogate in fondo al piatto.

Sciacquate e asciugate qualche foglia di alloro, un rametto di rosmarino e un po' di foglie di salvia. Tritate con la mezzaluna la salvia e il rosmarino, più fini che potete. Scaldate in un padellino antiaderente due cucchiai d'olio extra vergine di oliva (dal sapore delicato, che non prevarichi quello delle castagne) e fatevi saltare le castagne con le foglie intere di alloro e un paio di cucchiai di trito di salvia e rosmarino, finché non le vedete appena colorite.

Versate la vellutata nei piatti, guarnite con qualche castagna, del pepe macinato al momento e un filino d'olio buono... Va da sé che se riuscite a godervela con un bel bicchiere di vino rosso e senza idraulico alle calcagna l'effetto taumaturgico ne risulterà potenziato.


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Dei tempi di cottura
Quando si tratta di legumi secchi, parlare con esattezza di tempi di cottura equivale a dare i numeri... a vanvera.
Intanto, in questo caso, ci sono fagioli e fagioli. Poi c'è l'ammollo, che può durare qualche ora in più o in meno.
Infine la pentola: se siete dei puristi e utilizzate quella di coccio, vi ci vorranno anche un paio d'ore a fuoco lento; se invece avete una pentola a pressione, ve la cavate con molto meno e - detto tra noi - il risultato non cambierà granché. Io preferisco la prima soluzione, solo perché così posso controllare meglio il punto di cottura e perché adoro il borbottio di una pignatta ribollente di legumi.
Per le castagne - che legumi non sono - vale lo stesso discorso, con la differenza che in genere richiedono un tempo di cottura inferiore. Anche qui, le castagne non sono tutte uguali: quelle che trovo al supermercato sono sassi, quelle che compro in una certa bancarella al mercato sono tenere e inizio a mangiarmele per strada...

Delle mie "creme da signorina"
Non sono quelle in vasetto, da spalmare su viso e collo per ben figurare fino a tarda età, ma delle zuppe che mi piace trasformare in vellutate con l'uso del mio amato minipimer. Così chiamate in famiglia per i loro colorini tenui, le decorazioni che non manco mai di aggiungere, la consistenza che andrebbe bene anche per un poppante da svezzare, e i sapori mai troppo decisi.
A noi piacciono tanto, ma se avete a cena gli amici rugbisti del vostro fidanzato... magari è il caso che optiate per delle zuppe più robuste, o meglio ancora per una bella spaghettata.
Comunque, per gli appassionati del genere, vi ricordo quelle già pubblicate:

lunedì 1 febbraio 2010

I biscotti della Brigitta

Le mie ricette di Nonna Papera 40 anni dopo: questa è solo la numero uno...


Se non conoscete la Brigitta in questione cambiate subito pagina: questo blog non fa per voi. E mi scuserete se sono un po' tranchant, ma l'entusiasmo con il quale avete accolto l'idea della mia strampalata raccolta mi sta restituendo un orgoglio disneyano che mai avrei immaginato di avere...

Dunque, per chi non lo sapesse (o avesse bisogno di rispolverare certe basilari nozioni) la Brigitta in questione era un'aspirante "fidanzata di miliardario" d'altri tempi, un'eterna signorina d'antan, perennemente concentrata sull'unico obiettivo della sua vita: farsi sposare da Paperon de' Paperoni.

Era un personaggio un po' ai margini, in quella Paperopoli affollata di primedonne, e non è che la amassi con particolare trasporto: io, che sognavo di diventare come Walter Bonatti e mi immaginavo in braghe corte e scarponi a zonzo per il pianeta, faticavo a immedesimarmi in una "stagionata zitella suo malgrado", mielosa e adulatrice perché incondizionatamente protesa verso l'oggetto del suo amore.

Eppure, a ben vedere la povera Brigitta aveva una sua femminile dignità, un innegabile zitellesco decoro: a parte un paio di vistosi orecchini e una cotonatissima coiffure biondo platino, era sempre in dolcevita, e tutti i suoi artifici si risolvevano in ore e ore in cucina, a spadellare per tentar di prendere il suo amato per la gola. Quasi un modello di monacale sobrietà, lontano anni luce dal prototipo della cacciatrice di dote in voga oggi. Ma quelli erano altri tempi, e anche i miliardari erano di ben più austeri costumi: si limitavano a regolari tuffi tra dollari e dobloni, in perfetta, dorata solitudine...


P.S. Visto che si tratta di festeggiare un libro, l'impaginazione della ricetta è fedele all'originale, tratto da "Manuale di Nonna Papera", Ottobre 1970, Arnoldo Mondadori Editore, Milano.


I BISCOTTI DELLA BRIGITTA

Che cosa occorre:
gr 120 di burro; gr 75 di zucchero al velo; una bustina di zucchero vanigliato; un uovo; gr 200 di farina; un pizzico di sale; qualche cucchiaio di cacao

Come si procede:
Fate la pasta (*), lasciando da parte l'albume, dividetela in due parti e a una delle dua aggiungete il cacao (**). Fate due palle e lasciatele riposare per mezz'ora al fresco.

Riprendetele, e tiratele separatamente formando un quadrato largo circa cm 20 e spesso circa mezzo. Sovrapponete il quadrato bianco a quello nero e arrotolate il tutto come un salame, piuttosto strettamente, lasciando al fresco un'altra ora (***).

E' giunto il momento di "affettare" il salame: ciascuna fettina sarà un biscotto, che va messo sulla lastra imburrata del forno (****). Lasciateli cuocere a 170° circa per 10 minuti, poi toglieteli dal forno, spennellateli immediatamente col bianco d'uovo sciolto con un po' d'acqua, e inzuccherate. Pazienza, lasciateli almeno raffreddare!


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Note (le mie) alla ricetta:

* la pasta in questione è ovviamente una frolla e come tale va fatta. La ricetta originale rimanda alla pagina del Manuale dedicata all'argomento, che ometto. In definitiva, dovete semplicemente impastare la farina setacciata con l'uovo, il burro a pezzetti, lo zuccchero, la vanillina e il sale. Non impastate troppo a lungo, ricavatene una palla e mettetela in frigo, coperta, per mezz'ora.

** io ci metto anche un paio di cucchiai di latte per renderla della stessa consistenza dell'altra metà

*** avvolgetelo nella carta forno che avete usato per stendere una delle due sfoglie (scordatevi di riuscire a stenderle bene se non tra due fogli di carta...), poggiatelo su un tagliere e tenetelo in frigo

**** ai tempi di Nonna Papera la carta forno non l'avevano ancora inventata: adesso sì, per cui non mi sogno di imburrare la lastra...


Dei possibili impieghi dei Biscotti della Brigitta
Sbagliereste - e di grosso - a pensare che questi siano solo dei buffi dolcetti destinati ai bambini. Non v'inganni il loro aspetto "girelloso", che pare un disegno di lecca-lecca fatto apposta per far contenti quegli eterni indecisi tra la vaniglia e il cioccolato: questi sono biscotti seri, friabili e buonissimi, con un profumo che farebbe andare in estasi chiunque.
Nel caso aveste un potenziale fidanzato - Paperone o Paperino, fate voi - che non si decide a capitolare, invitatelo a un brunch domenicale chez vous e fatevi trovare con i biscotti infornati. Abbiate l'accortezza di aprire 10 secondi lo sportello del forno prima di farlo entrare, per consentire al profumo di spandersi per la casa. Al momento del caffè, mettete sul vassoio, accanto alla sua tazza, un biscotto poggiato su una dedica, scritta a mano con amorosa grafia: "Sarò la tua Brigitta, per sempre...".
Se non capitola così, può solo essere a dieta: fatevene una ragione, liquidatelo con una scusa e invitate il vostro miglior amico per un té delle cinque. I biscotti saranno ancora buonissimi, il profumo si sarà solo affievolito, e voi potrete godervi quel documentario sui delfini che vi vergognereste di guardare con qualsiasi altro uomo.

Le ricette di Nonna Papera: 40 anni dopo
Ringrazio tutti coloro che hanno accolto con entusiasmo la mia iniziativa: la raccolta di ricette dal Manuale di Nonna Papera, che ho promosso per festeggiare i 40 anni dell'edizione italiana, sta raccogliendo molte adesioni. Ricordo a chi volesse partecipare che il Regolamento è disponibile nella pagina apposita (nella quale vanno scritti eventuali commenti con richieste di informazioni).

A differenza dei biscotti...
...la foto, invece, è schifosetta: ma senza luce (causa perdurante grigiore meteo) e con i miei modestissimi mezzi... mi dite voi come si fa? Chiedo venia. In attesa del sole, fatemela passare, please...
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