Pagine

mercoledì 26 agosto 2009

Polpette di melanzane e ricotta mustia


Questa ricetta è nata qualche mattina fa, da un avanzo di caviale di melanzane e dalla fretta di uscir di casa con uno spuntino per la spiaggia. Ho messo in una ciotola un po' di cose "a naso" e mi sono ritrovata con un impasto da polpette (chissà perché, quando cucino di fretta riciclando avanzi mi escono sempre fuori o vellutate o polpette...).

Siccome erano un po' appiccicosette ma non avevo intenzione né di friggerle né di cuocerle in un sugo, ho pensato bene di rotolarle nei semi e di infilarle in forno mentre preparavo la borsa per il mare. Appena tiepide, le ho messe in un contenitore con qualche rametto di basilico: perché ce ne avevo tanto, perchè volevo che profumassero e perché mi pareva che un tocco di garbo ci stesse bene anche in spiaggia.

Se non che, nel frattempo, mio marito ha ricevuto un invito in barca. Così ho premurosamente devoluto il grazioso contenitore di polpette all'equipaggio, certa che il bel gesto mi sarebbe valso almeno la riconoscenza - se non il plauso - dei destinatari.

Illusione svanita al rientro in porto, quando - tra lazzi e sghignazzi - il racconto del pranzo è stato divulgato a mezza spiaggia: dei tre a bordo uno apriva con maschia rudezza un involto bisunto di mortadella, l'altro pescava a mano in un vaso di acciughe e cipolle sott'olio, e mio marito esibiva le gentili polpettine ricoperte di semi mollemente adagiate su foglie di basilico.

Non ho potuto che ridere anch'io. Per la storia delle mie polpette "da signorina", certo. Ma anche per il netto rifiuto che il mio augusto consorte aveva opposto al vasetto di crema allo yogurt e cetrioli che gli avevo offerto la mattina, come accompagnamento al grazioso pacchetto. "Puzza d'aglio! Non vorrai mica che apra questa roba in barca!?!" Non immaginava, il tapino, che si stava negando la possibilità di fare un figurone da vero lupo di mare...


INGREDIENTI

melanzane: 1
cipollotto: 1 piccolo
aglio: 1 spicchio
basilico: una ventina di foglie
olive nere: una decina
uova: 1
ricotta: 2-3 cucchiai
ricotta mustia grattugiata: 50 gr.
pane grattugiato
semi di sesamo
semi di papavero
olio extra-vergine di oliva
sale e pepe

Se non avete un avanzo di caviale di melanzane, preparatelo in anticipo (deve riposare almeno mezza giornata). La ricetta è la stessa di questo post, senza il cicorino e con una dose "maggiorata" di basilico.

Aggiungete al preparato di melanzane la ricotta fresca, la ricotta mustia, l'uovo e il pane grattugiato (non esagerate, l'impasto deve risultare morbido e un po' appiccicoso, per non asciugarsi troppo in cottura). Aggiustate di sale e pepe e ricavate delle polpettine che passerete in due ciotoline, rispettivamente con semi di sesamo e di papavero.

Cuocete in forno a 180° per una ventina di minuti. Adagiate le polpette ancora calde su un letto di foglie di basilico e lasciatele aromatizzare fino al momento di servirle (sono buone anche fredde).

Se le preparate per un picnic o una merenda in campagna, rami e fiori di basilico daranno un tocco di grazia semplicemente perfetto.

Nel caso fossero invece destinate a una ciurma di screanzati uomini in barca, eliminate ogni traccia di decorazioni botaniche e buttatele senza pietà in una vecchia lattina di tonno o di sardine, possibilmente arrugginita e un po' unta. In alternativa potete servirle su un vecchio remo di pattino scrostato dalla salsedine, guarnite con alghe raccolte sul bagnasciuga.

---------------------------------

La ricotta mustia

Ha un posto speciale nella cucina di casa nostra. E' una ricotta sarda di pecora, stagionata e affunicata, che si può mangiare a fettine sottili, con miele amaro o composte di frutta o di cipolle, oppure grattugiare. La compro in una vecchia bottega del centro storico, dove mi piace arrivare a piedi la mattina e chiacchierare con il commesso. Unico inconveniente: l'odore penetrante, capace di oltrepassare persino l'involucro di plastica della confezione sottovuoto. Tenetela in un contenitore di vetro, in frigo. O, meglio ancora, compratela quando vi serve e consumatela subito.

Raccolta "Sapori d'estate"
Partecipo con questa ricetta alla raccolta di Made in Kitchen "Sapori d'estate". Grazie a Juls per l'idea.

domenica 23 agosto 2009

Crema alla senape e cetrioli

... non una ricetta, ma una cartolina in una rovente domenica d'estate


Mettiamo che uno non abbia alcuna voglia di cucinare perché in casa c'è un caldo che nemmeno nella fucina di Vulcano...

Mettiamo anche che il frigo sia un po' a corto di materie prime perché ci piace svegliarci con calma, andare al mare, starci fino al tramonto e rimandare regolarmente la spesa al giorno dopo.

Mettiamo infine che il nuovo Mac funzioni, l'adsl pure, e l'isola sembri improvvisamente più vicina alla terraferma (oh, non più di tanto... quel poco che basta a sentirsi felici e solitari ma pur sempre cittadini del mondo).

Tutto ciò premesso: che male ci sarebbe a postare una cosa che non è una ricetta, ma una cartolina agli amici di penna disseminati dal turbinio vacanziero per l'orbe terracqueo?

Saluti e baci. A presto.


INGREDIENTI

cetrioli
yogurt greco:
125 gr.
senape: 2 cucchiaini
miele amaro liquido: 1 cucchiaino e mezzo
aceto di mele: mezzo cucchiaino
sale e pepe

Mescolate yogurt, senape e miele fino ad ottenere una crema perfettamente omogenea. Aggiungete mezzo cucchiaino di aceto di mele (dosatelo con parsimonia), aggiustate di sale (poco) e pepe macinato fresco (pochissimo). Tenete in frigo in un recipiente a chiusura ermetica per qualche ora.

Servite la crema con i cetrioli tagliati a bastoncini regolari. Ma anche con peperoni, cuori di sedano, pomodorini, carote, finocchi, foglie di indivia, fettine di pera, cubetti di feta... insomma: perlustrate la cucina e fate voi.

La crema si conserva in frigo per qualche giorno.

Io, se continua questo caldo, mi conserverò per molto meno....

venerdì 7 agosto 2009

Vado al mare


Parto. Questa volta vacanze ufficiali, stanziali e lunghe un mese. Vacanze nel senso letterale, cioé sommatoria di molte "assenze": di impegni, di orari, di abiti da lavoro, di frenesie metropolitane, di afa milanese. Anche di linea telefonica: e qui sta il guaio.

Perché mi sto affezionando alla vita da blogger, al quotidiano scambio di battute, alle visite ricevute ma soprattutto a quelle fatte girovagando nelle cucine degli altri a piluccare idee, notizie su ingredienti nuovi, accostamenti arditi. Così oggi ho attraversato mezza città a piedi con un portatile nuovo sottobraccio, senza sapere se - ed eventualmente quando - riuscirò a farlo funzionare.

Per non farmi mancar niente ho anche scoperto un problemino con la visualizzazione dei post che hanno più di 6 commenti (praticamente tutti, tranne la home page che non li mette in evidenza) dunque sono alle prese con cavi, gestori telefonici e html che sono per me assai peggio di un soufflé che non si gonfia. In sintesi: tasso di frustrazione in impennata e autostima in brusca discesa...

Tutto questo non per tediarvi (che ognuno ha i suoi problemi e chi non li ha è giusto che si goda le vacanze in santa pace) ma per farvi sapere che non scompaio: non ne ho alcuna intenzione, mi sto divertendo troppo. Semplicemente sarò per un mesetto... latitante!

E anche se non è questo il genere di fai-da-te che prediligo, non sarà certo qualche problema tecnologico a ridurmi alla resa. Tant'è che per segnalarvi la mia attuale disposizione d'animo mi son detta che non era il caso di alzare bandiera bianca... molto meglio un bel filo di slip a fiori!

Buone vacanze a tutti e - intemperie informatiche permettendo - arrivederci a presto!


La foto è stata scattata allo stand de "L'utile e il dilettevole", Orticola 2009, Milano.

mercoledì 5 agosto 2009

La marmellata di finte mirabelles


Weekend prima della partenza per le vacanze ufficiali. Gita in campagna a casa nostra, per non dimenticare i colori delle colline d'estate e controllare che nessuno si porti via i coppi vecchi del tetto (perché noi la chiamiamo "casa nostra", ma è ancora un po' cadente e, dunque, inabitabile).

E' stato durante il giretto d'ordinanza lungo i confini del terreno che ho fatto l'inattesa scoperta: incastonato tra un fico e dei viburni, seminascosto dalla chioma di una quercia secolare, un albero di prugne piccole come olive grandi (la definizione è un po' ardita, me ne rendo conto...) spandeva bagliori colorati nella penombra. Non me ne sarei mai accorta se la luce filtrata dai rami sovrastanti non mi avesse rimandato quelle sfumature, se non fossi passata di lì a quell'ora...

Non ho resistito e le ho raccolte, incantata dal colore (un verde-violetto con una patina grigio nebbia che appena le tocchi cambia), vagheggiando crostate di prugne, crumble di prugne, panini dolci alle prugne... e lunghe tavolate all'aperto con rami stracarichi di prugne come centro-tavola.

Tornata in città, tra i preparativi per la partenza e le ultime affannate incombenze da matriarca metropolitana, ho saggiamente deciso di rimandare le sperimentazioni alla prossima stagione. E così ho impiegato la residua confezione di Fruttapec della dispensa per preparare una marmellatina di quelle non troppo dolci che piacciono a me.

Nelle intenzioni c'era una marmellata "tranquilla", basic al limite della banalità... se non che, mi dispiaceva lasciare la mia cucina di città senza un guizzo - pur minimo - di creatività. Così, mentre la marmellata bolliva e i vapori di prugne aleggiavano per mezza casa, ho riaperto la dispensa, ho dato una sniffatina e ho deciso: cannella e noce moscata! E ho chiuso la cucina.

Si riapre a settembre. Buone vacanze a tutti!

INGREDIENTI

prugne: 1,3 kg
zucchero di canna: 350 gr
fruttapec 2:1: 1 busta
il succo di un limone
cannella in polvere
noce moscata

Lavate bene le prugne, denocciolatele e pesatene circa 1,3 kg (ma 50 grammi in più o in meno non fanno differenza). Fatele a pezzi, aggiungete lo zucchero, il succo di limone, un paio di pizzichi di cannella e una grattatina di noce moscata. Mescolate, sigillate bene con la pellicola e tenete in frigo per una notte (questo passaggio serve a diminuire i tempi di cottura).

Bollite per almeno 10 minuti i vasetti precedentemente lavati. Miscelate a freddo le prugne con il Fruttapec e poi, mescolando in continuazione, fate bollire a fuoco vivace per 10 minuti (per essere sicuri, mettetene un cucchiaino su un piatto, fate raffreddare e se la consistenza è quella giusta spegnete). Mescolate ancora un po' e togliete la schiuma.

Estraete i vasetti dall’acqua bollente e fateli scolare su un panno pulito. Immergete nella stessa pentola anche i tappi, scolateli e asciugateli. Riempite subito i vasetti di marmellata fino all’orlo richiudendoli per bene. Metteteli a testa in giù fino al giorno dopo.


------------------------------

Del Fruttapec ...

Quanto all'uso di questa polverina ho già scritto: mi piace perché mi consente di ridurre al minimo i tempi di cottura e la quantità di zucchero, e di mantenere quasi inalterati il sapore e il colore della frutta. So che molti storceranno il naso, ma a me quelle marmellate che diventano tutte uguali e marroncine perché cuociono un'ora e mezza fanno un po' di tristezza. Resta il fatto che questa è una mia personalissima - e dunque opinabilissima - scelta.

... e del mistero delle finte mirabelles

Nessuno a casa nostra ha mai visto prugne così piccole. Abbiamo preso a chiamarle mirabelles solo perché somigliano, per dimensioni, a quelle prugnette assai diffuse nelle campagne francesi. Chiunque fosse in grado di fornirci coordinate botanicamente più corrette, sarà benvoluto a vita.

lunedì 3 agosto 2009

La crema con le pesche


Un dessert fresco, semplice, veloce... insomma ve lo potete fare anche se siete al mare.

E' uno dei pochi dolci che mi vien voglia di mangiare d'estate, forse perché mi ricorda le merende da bambina. E anche quelle da studentessa più grandicella, a dire il vero, perché per mamma (sempre la stessa, quella che cucinava in chemisier di seta) ogni stato di lieve stanchezza da interrogazioni di fine anno, di leggera depressione da fidanzamento andato a male, di prostrazione da atleta in erba andava a posto con "un ovetto di crema".

La ricetta è quella di mia nonna, che la crema la tingeva con l'alchermes a Natale e a Pasqua la tagliava a cubetti e la friggeva con la carne e tutte le verdure possibili.


INGREDIENTI

uova: 4
latte: 500 ml
zucchero semolato fine: 4 cucchiai
maizena: 35 gr
la buccia di un limone
pesche: 4

Sciogliete la maizena in un bicchiere di latte freddo, facendo molta attenzione a far dissolvere tutti i grumi.

Lavorate i tuorli con lo zucchero finché non iniziano a diventare spumosi. Aggiungete a freddo il latte in cui avete sciolto la maizena e mescolate bene per ottenere un composto perfettamente omogeneo, poi aggiungete il resto del latte e la buccia del limone in un unico pezzo.

Mettete sul fuoco a calore medio (per far rapprendere dolcemente) e mescolate continuamente finché la crema non inizia ad addensarsi. Se si dovessero formare dei grumi, niente panico: togliete il pentolino dal fuoco e mescolate velocemente finché non si dissolvono (non utilizzate lo sbattitore, perché il composto incorporerebbe aria, il che non deve avvenire).

La crema deve cuocere poco, non più di due-tre minuti dall'inizio del bollore. Versatela ancora calda nelle coppe (o nei bicchieri), lasciatela raffreddare e poi mettetela in frigo, sigillando ermeticamente con della pellicola.

Al momento di servire, versate sulla crema le pesche tagliate a cubetti e il loro succo. Se proprio volete esagerare, conditele con zucchero e limone. Io le preferisco al naturale, ovviamente tagliate al momento altrimenti anneriscono.


-------------------------------

Postilla
Molte ricette di crema prevedono l'uso della farina come addensante. La maizena le dà una consistenza più fine, ma occorre essere molto precisi con le dosi: 5 grammi in più o in meno, in questo caso famno la differenza.

Le mie scuse a tutti...
Per l'esiguità degli aggiornamenti sul mio blog e delle visite sui blog altrui. Sono in partenza, in un turbinio di cose da non dimenticare e commissioni da fare, e per di più con una serie di problemi "tecnici" relativi alla visualizzazione dei commenti. Vedrò di rifarmi al più presto. Nel frattempo grazie a tutti per le visite, i commenti e il sostegno. A presto

Il premio...
Andrebbe dato a Sabri, per la gentilezza e la pazienza nei miei confronti, oltre che per il suo bel blog. Invece è lei che lo ha dato a me, inconsapevole del fatto che io non sarei riuscita a scaricare la foto e passarlo ad altri... la ringrazio comunque di cuore e cerco di supplire con un modesto link al suo post. Grazie!
Blog Widget by LinkWithin